Nella storia delle paralimpiadi i giochi di Pechino sono stati senza alcun dubbio i più faraonici. La capitale cinese in occasione delle Olimpiadi prima e delle Paralimpiadi dopo, si è rifatta completamente il look. Partecipano 4000 atleti con quasi 1400 donne, con delegazioni provenienti da 146 paesi di cui 5 al loro esordio alle paralimpiadi.

 

Fabrizio Olmi, nello scorso mese di settembre è volato a Pechino per partecipare alle Paralimpiadi, portando a casa una gran bella soddisfazione, per se stesso, per Disvela e per l'Italia intera. Olmi, infatti, è entrato a far parte della top ten degli olimpionici di vela, classificandosi al decimo posto, terzo tra i non professionisti, nella classe 2.4mr.
"Sono molto soddisfatto – ha commentato Olmi – Qingdao è stato un campo di regata molto difficile, caratterizzato da poco vento e forte corrente di marea che invertiva la tendenza nelle prime ore del pomeriggio. In più la classe 2.4 è molto alta e i primi sette classificati erano professionisti. Insomma, credo di aver fatto del mio meglio e di aver portato a casa un buon risultato".
"Una volta partito il progetto Disvela ho iniziato ad allenarmi intensamente. – ha continuato Olmi – Insieme agli altri membri della squadra abbiamo effettuato test di velocità e messa a punto delle vele. Ci siamo allenati soprattutto a Lovere, sul Lago di Iseo, ma abbiamo effettuato anche test a Jesolo, grazie alla collaborazione del Circolo Uguali nel Vento, dove le condizioni climatiche ci sembravano simili a quelle che avremmo trovato in Cina. Si può dire che sono diventato un semiprofessionista: appena sono libero dagli impegni lavorativi mi alleno, soprattutto nei fine settimana e nei giorni di festa".
E il futuro non sarà da meno. L'obiettivo di Olmi, come del progetto Disvela, è quello di continuare a promuovere la vela tra i portatori di handicap e portare avanti il risultato raggiunto, cercando di fare sempre meglio. "Nei prossimi mesi continueremo su questa strada – ha spiegato il 36enne – Il 2009 sarà un anno più tranquillo, diciamo di transizione, ma già nel 2010 si ricomincia a fare sul serio. L'obiettivo è Londra, forse con una tipologia di barca differente: stiamo aspettando la decisione della Federazione, che vorrebbe gareggiare alle prossime Paralimpiadi con una barca più grande, forse nella categoria Sonar, ma ancora è tutto da verificare. Già nel 2011 ci saranno le gare per la qualificazione dell'Italia, poi dovremo lottare per essere selezionati dalla Nazionale. Ce la metteremo tutta".
E prima di pensare al futuro, Olmi si concede un pò di nostalgia per l'esperienza pechinese. "Sono stato poco in Cina e tra una cosa e l'altra non ho avuto modo di girare molto – ha raccontato – ma la cosa che mi ha colpito di più è la semplicità e la disponibilità della popolazione del luogo. La zona sul mare della città di Qingdao è molto simile strutturalmente alle città occidentali, magari non italiane, ma sicuramente americane, canadesi e australiane, ma la gente è davvero alla mano. Mi ha sorpreso anche l'importanza data alla Paralimpiadi: in Italia sono poco considerate, in Cina sono un grande evento, paragonabile alle Olimpiadi. Questa è una cosa che porterò sempre nel cuore".