4200 atleti paralimpici provenienti da 164 nazioni, hanno dimostrato in 11 giorni di gara come lo sport sia in grado di infrangere stereotipi e comuni percezioni. I Giochi sono stati trasmessi in più di 100 Paesi, 251 sono stati i record mondiali conquistati in 11 giorni di gare. “Un trionfo assoluto - ha detto il primo ministro David Cameron”

Queste le parole di Marco Gualandris (Skud 18) al termine delle Paralimpiadi di Londra 2012: “Ci stiamo preparando a tornare a casa dopo questa trasferta di 16 giorni , sono contento ma anche sfinito. Contento perché il nostro quinto posto con lo SKUD ci ripaga del lavoro che abbiamo fatto in questi due anni e contento per la sospirata vittoria nella decima prova. Una vittoria che sembrava non arrivare mai, altre due volte siamo stati nelle posizioni di testa ma la sfortuna ci ha messo del suo e abbiamo perso posizioni. Io e Marta (Zanetti n.d.r.) abbiamo sempre dato il massimo in barca, non ci siamo risparmiati niente, possiamo proprio dire di non avere rimpianti per la nostra gara. Un ringraziamento va a tutto lo staff federale che ci ha portato sin qui e alle persone che ci hanno sostenuto durante la campagna paralimpica. Grazieeeee!”

Fabrizio Olmi, che ha rappresentato l’Italia nella classe 2.4mR, ha dichiarato: “Giunti alla fine dei giochi di Londra 2012, le sensazioni che si provano sono molteplici.
Per me questa è stata la terza esperienza paralimpica con la classe 2.4. L’emozione della prima volta ha lasciato spazio alla concentrazione: dare il meglio in regata facendo tesoro delle esperienze precedenti. Dopo il 10° di Pechino pensavo di poter migliorare la mia prestazione, purtroppo sono riuscito solo ad eguagliare il risultato. Un po’ di amarezza per non aver centrato l’obiettivo che mi ero posto ma comunque sereno per aver dato il massimo.
Molto probabilmente questa di Londra sarà la mia ultima campagna paralimpica con la classe 2.4. Non so ancora cosa farò nel prossimo quadriennio, mi piacerebbe trasmettere la mia esperienza ai giovani visto che ho conseguito il brevetto di istruttore FIV.  Non è detto però che non tenti di partecipare ai Giochi di Rio con un’altra classe”.