ECO DI BERGAMO del 31 gennaio 2007 
di Simone Pesce
Vela: i velisti disabili Gualandris e Olmi sognano i Giochi con l'Avas Lovere e cercano fondi
L'operazione cinque cerchi è cominciata. Da Lovere all'Ontario puntando Pechino, tutto in sei mesi, una manciata di regate e una prua da mettere davanti alle altre, per regalare albe e batticuori a quel pezzo di Sebino stretto attorno a Marco Gualandris e Fabrizio Olmi e alla loro «pazza idea»: spiegare le vele della classe 2.4 sulle acque cinesi, portare un pezzo dell'Avas di Lovere, il club di casa, alle Paralimpiadi 2008.

E magari regalare una medaglia all'iniziativa «Disvela-Pechino 2008», che per ora è solo la causale di versamento su un bonifico bancario, ma da tempo è il nome di una cordata, istituita dal trio Avas LoverePhb Bergamo-Yachting Club Bergamo, ideatore del progetto «Disvela» (scuola vela per atleti disabili), con uno scopo sonante: raccogliere fondi per dare sostanza all'idea paralimpica,finanziare sei mesi di trasferte, gare, allenamenti, rendere possibile l'ultima decisiva virata, sul lago Ontario, Stati Uniti, dal 7 al 15 settembre. «Perché li si deciderà quanti e quali equipaggi andranno ai Giochi e chi tra questi rappresenterà l'Italia - spiega Massimiliano Barro, presidente dell'Avas -. (Quello sarà l'atto finale: per poterci arrivare serviranno risultati e risorse economiche». Per reperire le seconde, Barro ha già messo in moto la macchina organizzativa. «Finora tra soci e sostenitori di Avas, Phb e Yachting Club abbiamo raccolto 4mila curo, ma per arrivare a Pechino ne servono almeno altri 6 mila ammette -. Per riuscirci puntiamo sull'effetto Giochi: un olimpico di Lovere farebbe da traino al movimento e all'intero territorio».
A convincere «sul campo», invece, dovranno pensare «quei due», Gualadris e Olmi, il bergamasco e il milanese, l'apprendista e il maestro. Olmi alla vela è arrivato tardi ma ha vinto presto: campione italiano (classe 2.4) nel 2003, 2004, 2005, azzurro ad Atene nel 2004, regolarmente tra i primi tre in Italia. «È tra i favoriti», dice di lui Barro. Gualandris, 32 anni, di Brembate Sopra, alla vela è arrivato tre anni fa, direttamente dalla piscina, stileliberista della Phb: argento tricolore nei 200, oro a squadre in staffetta. Poi la virata finale, dalle corsie alla chiglia di uno scafo, e la caccia a un posto al sole. Che significa partire dal decimo gradino della ranking list italiana e puntare dritto ai campionati italiani di Lovere di metà giugno, tappa cruciale delle 9 regate che regaleranno il pass per l'Ontario. «Gualandris è arrivato tardi ma sta bruciando le tappe e ora è tra i primi dieci in Italia - sorride Barro -: se continua così può fare grandi cose».
Magari «rubando» i segreti del mestiere al maestro Olmi («Il suo arrivo l'anno scorso è stato un toccasana per tutti, anche per Gualandris»), possibilmente cominciando nel modo giusto, tra poco meno di due mesi, nel debutto di Lignano Sabbiadoro. «Gara difficile, la prima in mare dopo parecchi mesi: ma se le condizioni saranno buone, i nostri possono puntare al podio», butta lì Barro. Lovere attende e intanto sogna meraviglie cinesi.