L'Eco di Bergamo - 4 settembre 2016
di Simone Masper

Da Londra a Rio de Janeiro, da un buon 5° posto ad un sogno medaglia da non nascondere troppo dopo diversi podi mondiali. Tra i paralimpici al via dell'Olimpiade, dal 12 al 17 settembre troviamo in gara nella vela anche il bergamasco di Brembate Sopra, Marco Gualandris, specialità Skud 18, in coppia con la triestina Marta Zanetti nella baia di Guanabara, vicina alla famosa Copacabana, Saranno undici le regate dell'appuntamento paralimpico, e i presupposti sono buoni per una coppia ormai affiatata da anni. La sua è anche la storia di una vita: ri-partire su una carrozzina dopo un incidente in moto, scoprire e applicarsi alla vela, darsi da fare per avvicinare altri disabili allo sport, lottare per un sogno con la cocciutaggine di un bergamasco.
Come se non bastasse nessun professionismo né lauti guadagni: impiegato in una cooperativa di Ponte San Pietro, solo da un anno fa parte delle Fiamme Gialle.
La prima volta non sì scorda mai, la seconda invece è la prova dell'esperienza. Da poco arrivato in Brasile come èstato il primo approccio con la sua seconda Paralimplade? «Nel 2012 eravamo staccati a Weymouth, dove si gareggiava:
questa volta siamo tutti insieme, è un villaggio enorme e bisognerà abituarsi presto, ma il primo impatto è positivo».
Fondamentale è che voi siate pronti sul campo gara, dopo un lavoro lungo almeno 4 anni, partito da quel 5° posto in terra Inglese. «Vogliamo fare bene, abbiamo avuto un inizio di stagione caratterizzato dalla sfortuna. Speriamo che ci abbia già presentato il conto, così da giocarci la nostra seconda Olimpiade nel modo migliore e puntare al podio».
Come arrivate all'appuntamento dopo questi lunghi, faticosi, ma anche soddisfacenti anni di preparazione? «Sono stati 4 anni positivi, siamo sempre andati a medaglia nei Mondiali e questo ci ha caricato un sacco, e soltanto questo finale ci ha lasciato l'amaro in bocca: siamo arrivati settimi al Mondiale in Olanda, ma siamo stati davvero troppo sfortunati. Ora siamo a buon punto, ci siamo preparati bene. L'ultimo periodo abbiamo intensificato gli allenamenti. Abbiamo osservato le regate delle Olimpiadi: ci aspetta un vento a macchia di leopardo e una corrente meno importante che in altri campi di regata. Ci manca il fatto di aver provato il campo; molti dei nostri avversari lo hanno potuto fare e hanno fatto qualche settimana d'allenamento».
Partite svantaggiati o si può fare la differenza anche senza conoscere da vicino la baia brasiliana? «Noi confidiamo un po' nelle previsioni meteo per elaborare la nostra strategia, poi serviranno delle ottime intuizioni, oltre alla fortuna che non deve mai mancare». Prima di partire per gli ultimi allenamenti per Malcesine e per il Brasile, Marco Gualandris ha radunato i colleghi interprovinciali al porto di Lovere, in compagnia dell'Associazione Disvela, dove nel ruolo di presidente, oltre che d'istruttore, troviamo l'ex paralimpico Fabrizio Olmi, al via delle Olimpiadi di Atene, Pechino e Londra e ora al lavoro con Gualandris per avvicinare disabili alla vela. Al fianco del brembatese c'è la triestina Marta Zanetti, che trascina tutto l'ambiente con il suo sorriso, e il tecnico federale Filippo Togni, bresciano convinto dei mezzi dei suoi ragazzi, tra i migliori sulla carta in caso di assenza di vento. Una coppia affiatata da anni, un tecnico che li ha visti migliorare, con un bergamasco grintoso e attento ai particolari: i giusti segreti per cullare il sogno medaglia. Nelle mani orobiche e in quelle di Eolo.