iN Chiari Week - 23 aprile 2010
 
Prossimo obiettivo i campionati mondiali in Olanda, coi lui «Disvela» la Onlus che promuove la vela per disabili
(mha) Massimo Dighe cerca la bolina stretta che lo porti da Chiari verso i giochi paraolimpici di Londra 2012. I giri di boa saranno rafficati ma lui ci crede, e ci prova già adesso. Disabile, sì. E con questo? Massimo, adrense ma da-rense d'adozione, convive dall'infanzia con la tetra-plegia spastica. Si muove su una sedia a rotelle ma è perfettamente autonomo e conduce una vita perfetta. Ha una moglie, un lavoro, una bimba di sei anni di nome Gaia. E più di molti normodotati sa quello che vuole: fiocco e randa cazzate, piega il timone verso il suo desiderio. Da ieri Massimo Dighe è in Francia con il suo team. Assieme ai compagni Giorgio Zorzi e Paolo Agosti parteciperà da domenica 25 a sabato 30 aprile alla «Semaine Olympique Francaise» di Hyeres, nella regione di Tolona. L'evento velistico è il più importante di Francia e lui, tra ottocento regatanti di 60 nazioni e di tutte le categorie olimpiche e paralimpiche, cercherà di strappare ai suoi avversari il massimo punteggio per l'accesso alla prossima «World Cup». «Andremo in campo di gara e faremo il nostro meglio», ha dichiarato determinato Massimo. Il mondo paralimpico non permette sconti. L'impegno è duro, il tempo da dedicare è infinito. E Massimo fa tutto quanto può. Per passione, ovviamente. «Se non amassi l'acqua e la competizione non lo farei», ha spiegato Massimo, che ha cominciato a praticare lo sport velico soltanto due anni fa frequentando i corsi di vela per disabili offerti dal circolo velico «Avas» di Lovere, sul lago d'Iseo (rare le scuole a offrire formazione per i non normodotati). E prosegue: «Non è la prima occasione importante per me. Lo scorso anno non ero affatto allenato ma son riuscito a essere presente al mondiale di Atene. Poco male, perché tra tanti campioni si impara molto. Quest'anno io e i miei compagni ci provere-mo più seriamente in Olan-da, a Medemblick, dove re-sta aperto per sette squadre l'accesso alle Olimpiadi del 2010. Altri otto si giocheranno questa possibilità in una seconda sessione il prossimo anno, e anche allora, dovessimo fallire quest'anno, noi ci proveremo». Oggi è la storica società «Canottieri Garda» di Salò a permettere a Massimo e al suo equipaggio di sognare le Olimpiadi. La squadra si chiama «ITA720 - Italian sonar sailing team» e tutti i sostenitori possono già seguire le sue traiettorie diventando fans nell'omonimo gruppo su Facebook, oltre che monitorando le informazioni di «Disvela», la onlus che dal 2004 promuove l'avvicinamento alla vela professionistica e da diporto ai diversamente abili. «Più che di un team in realtà si tratta di una seconda famiglia - spiega Massimo facendo luce su quanto accade a bordo -Non ci può essere squadra senza complicità e trasparenza. Vincere e perdere lo si fa vicini e insieme».