Eco di Bergamo - 20 settembre 2014
di LUCA PERSICO 

Vela: ai Mondiali paralimpici in Canada il bergamasco è terzo e prenota un posto per i Giochi del 2016. «Siamo fiduciosi» In equipaggio con la Il timoniere triestina Zanetti di Brembate Sopra: sale sul podio nella «Battuti solo categoria skud 18 da professionisti»
C'è un bronzo che in prospettiva vale platino, Marco Gualandris ha ufficialmente vi-rato in direzione di Rio de Janei-ro: «Per scaramanzia diciamo che stiamo cavalcando l'onda. Certo, ilvento tira anostro favo-re...». La brezza se l'è cercata a Hal-fax, in Canada, sede dei campio-nati mondiali paralimpici dive-la. In gara nella categoria skud 18, insieme alla compagna d'av-ventura Marta Zanetti, il timo-niere di Brembate Sopraha otte-nuto un terzo posto dal valore duplice. Podio iridato (il secon-do in carriera), con valore ag-giunto formato pass Rer le Para-limpiadi del 2016: «E un posto nazione, non nominale, quindi teoricamente a disposizione an-che di altri - specifica Marco (da quattro anni campione italiano di specialità) -. Certo, il fatto di essere riusciti a conquistarlo ci rende fiduciosi, soprattutto per-ché siamo stati protagonisti». Già, al termine delle regate dei primi due giorni di gara, il duo Gualandris & Zanetti (quar-to anno insieme, furono quinti a Londra '12) era addirittura in testa. Poi l'effetto sorpresa è sva-nito e dopo essere stati marcati, coperti, e sorpassati dagli au-straliani Fitzibbon-Tesch, in prossimità del traguardo, anche gli inglesi Rickham e Birell han-no messo la freccia: «Quasi fisio-logico, visto che loro fanno que-sto di professione, mentre per noi è un hobby - continua Gua-landris, che nella vita di tutti i giorni lavora in una cooperativa -. Ci alleniamo insieme solo quattro volte ogni due settima-ne, di più è difficile fare». Uno vive nell'Isola, l'altra è di Trieste, in mezzo più di 300 chi-lometri da accorciare per un so-gno comune: unamedaglia para-limpica. Per renderla realtà, dal 2014, sono tesserati per lo Yacht Club Genova: «Ma l'Avas di Lo-vere (suo club d'origine, ndr) re-staperme unamasecondafami-glia, scrivetelo per cortesia». Pure lo storico club sebino spera che abreve giro diboa, per entrambi, arrivi una chiamata: «I migliori non sono distanti ma c'è un gap da limare che passa per lavoro e cura dei dettagli -continua Gualandris (nel 2013 vicecampione europeo) -. Que-sto sport ce l'abbiamo dentro: è una perfetta metafora della vi-ta». In cui lui dovuto ripensarsi, ricalibrarsi, cambiare strategia (come accade in gara) a causa di un incidente motociclistico che nel '97 lo costrinse sulla sedia a rotelle. Sino a quei tempi, per lui la vela erano solo Paul Cayard e il Moro di Venezia per cui tifare davanti alla tv. Dal 2004 è sceso in campo (pardon in acqua) sen-za mai tirare i remi in barca di fronte alle difficoltà, anzi: «C'è ancora una speranza che a Rio possiamo gareggiare a fianco dei normodotati - dice in chiusura-. Spero si realizzi, perché sarebbe un gran bel messaggio per tutti». Lui e Marta, uno, l'hanno già lanciato: siamo pronti, con il vento in poppa. In direzione del-la seconda Paralimpiade, quella che annusando l'aria non sem-bra destinata a essere un buco nell'acqua.