Eco di Bergamo - 25 settembre 2014
di Giuseppe Lupi

Alla stazione con Gualandris, medaglia di bronzo alle Paralimpiadi. Gradini e scivoli troppo lontani. La banchina un percorso a ostacoli in carrozzella
«In Canada un altro mondo per i portatori di handicap»
Una barriera che impedisce l'accesso ai treni per le persone disabili. È l'amara sorpresa che si ritrovano le persone costrette su una carrozzella e che devono accedere al binario uno della nuova stazione di Bergamo, in realtà ancora un cantiere aperto.
Il viaggio col campione Abbiamo cercato di prendere un treno insieme a Marco Gua-landris, quarantenne campio-ne delle Paralimpiadi appena rientrato dal Canada con la medaglia di bronzo nella spe-cialità della vela. Per raggiungere ilbinario numero uno pas-siamo dall'ingresso delle bi-glietterie: appena fuori ci si imbatte nella banchina che consente di raggiungere il tre-no. Marco Gualandris si ritrova davanti un gradino di circa 30 centimetri, che per lui, di fatto, è una vera e propria barriera insormontabile. Scopriamo, osservando il lungo corridoio, che bisogna percorrere, sul lato destro, ben 80 metri per rag-giungere lo scivolo che consen-te di superare il dislivello. Sull'altro lato la distanza è invece di circa 30 metri. Ma gli accessi non sono per nulla indicati, né con segnaletica orizzontale, né con quella verticale. E le distanze diventano un vero e proprio percorso a ostacoli, per chi ha difficoltà di deambulazione, o peggio si trova sulla carrozzella. Infatti, quan-do arriva o parte un treno si crea una barriera umana, cen-tinaia di persone che si ammassano per salire sul convoglio. «Vivo con amarezza questa situazione - commenta Marco Gualandris - poiché l'accesso ai mezzi di trasporto pubblici dovrebbe essere un vantaggio per chi ha problemi di mobilità. Invece alla fine mi ritrovo a dover usare il mezzo privato come unica possibilità di movimento». Il campione paralimpico, originario di Brembate Sopra, racconta la sua esperienza, e sottolinea la profonda differenza fra Italia e Canada, dove è stato di recente per le Paralimpiadi. «La prima consi-derazione la faccio sui trasporti ferroviari, facilmente acces-sibili, ben indicati e che diven-tano un vero e proprio invito a fruire dei servizi. Ma l'attenzione non si ferma qui: anche molti taxi sono dotati di un sistema di salita robotizzata che con dispositivi di pedane automatiche ti fa accedere di-rettamente e comodamente al veicolo senza dover scendere dalla carrozzella».