di Alessio Calandra
9/4/14 - Si parte per Andora (SV) dopo aver preso le barche dal Porto di Lovere. Emozionato?! Si, molto. Era un misto tra "sarò pronto?" e tra “è la mia prima regata, sarà tanto differente dagli allenamenti che facciamo?" Beh, a quest'ultima domanda la risposta sarà si. Arrivati al porto di Andora conosco altri ragazzi che parteciperanno alla regata e si inizia subito a parlare con loro e ci si organizza per la cena per mangiare tutti insieme.

10/4/14 - Il primo giorno di Allenamento. L'agitazione si comincia a sentire e la mia domanda "sarò pronto?" forse avrà una risposta. A questi allenamenti sta volta non sarà presente solo il Team Disvela, saranno presenti ben 6 '2.4' in più rispetto al solito. Armate le barche e mangiato un boccone di pasta, si comincia. Si esce dal porto. Un faro a sinistra e l'orizzonte di fronte a me, e nel frattempo molte barche sono uscite. In quel momento solo una parola può descrivere il tutto: Wow. Non si sentivano più i rumori delle macchine, non si respirava più l'aria di Milano, il cielo sopra di me era di un blu così intenso che quasi si confondeva con l'orizzonte. Sembrava quasi, che il Firmamento fosse ancora unito con le acque terrestri. "Bisognava raggiungere il gruppo e stare col gruppo" pensavo "è l'obiettivo di oggi".    

Iniziato l'allenamento si comincia già a 'vedere' le differenze tra chi ha più esperienza e chi no. Ma non per questo mi sono scoraggiato, anzi mi ha dato carica. Esercizi sbagliati, non perfetti, non finiti, errori vari, mi hanno fatto capire dove manco ancora nel fare le manovre. Thoma Edison diceva "Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato per creare una lampadina". Io (anche se è un po' azzardata) :"Non ho sbagliato. Ho solamente provato metodi che non funzionano per la Bolina". Dopotutto verso la fine degli allenamenti ho cominciato a stare con loro. Finito gli allenamenti andiamo in albergo per un doccia e poi subito di nuovo al Circolo per una cena tutti insieme. Mi ha sorpreso il gruppo che durante la serata ognuno parlava delle proprie strategie, delle proprie tattiche ma sopratutto l’unità del gruppo. Finita la cena ci si da appuntamento per l'indomani.

11/4/14 - Secondo giorno di Allenamenti. Il tempo inizia cambiare. nuvolo e calma piatta. Infatti non facciamo in tempo ad uscire che subito dobbiamo rientrare.

12/4/14 - Il giorno decisivo. Ufficialmente è il primo giorno di regata. Ci si iscrive per la regata e viene consegnato il regolamento. Lo leggiamo insieme al nostro coach Fabrizio Olmi. In quel momento mi viene in mente tutti quei libri che studiammo l’anno addietro ma sopratutto la lettura veloce del Regolamento di Regata 2013-2016 per ripassare le precedenze, le partenza gli arrivi in boa. Viene issata l’intelligenza: "si parte non meno di 45 minuti”. La teoria di regata viene sempre più teoria e la pratica diviene sempre più lontana. Finalmente dopo un’ora di ritardo scende la bandiera, ci vestiamo e cominciamo ad uscire dal porto. Dopo tanto tempo ecco che il giorno della Prima regata. Sono in programma 3 gare. Il vento è molto debole ed è difficile non far fermare la barca. Viene issata la bandiera preparatoria e in quel momento inizia l’agitazione che mi fa sbagliare una manovra. Vado completamente in panico. La barca si ferma e inizia il conto alla rovescia dei 5 minuti. Lasco e cazzo in continuazione tutte le cime che mi capitano a tiro. Il timone non mi risponde e il segnavento mi avverte che c’è una secca di vento. Mancano 4 minuti e sono ancora fermo. La corrente inizia a portami troppo vicino la linea di partenza. Rischio di fare una falsa partenza. Mancano solo 2 minuti e inizio a prendere il controllo della barca. Poggio un po’ per prendere velocità. Le mani tremano dal nervoso. Manca solo un minuto. Ci siamo. PARTITI! Il vento è molto debole, inizio a perdermi. Non avevo programmato una grande tattica. Vento Calmo. Beh, la sintesi che sono Arrivato ultimo! Nella seconda gara invece c’è stato più vento (relativamente però, perché il vento non soffiava quasi per niente), l’agitazione si fa ancora di più sentire ma nello stesso tempo ero più “sciolto”. “Peggio di così non si posso fare” pensavo “non posso arrivare dopo l’ultima posizione!”. Magra consolazione però ha dato carica, infatti sono partito bene! Poi però… La mia inesperienza si è vista! è difficile intuire il percorso più breve. Può sembrare una stupidata ma non è così. Bisogna intuire i Salti di Vento, le raffiche ecc. Diciamo che era terzultimo ed ero fiero della mia posizione. Anche qui però c’è un però! Ho toccato la boa e mi sono dovuto penalizzare. Ho perso solo una posizione. Morale?! NON bisogna toccare le boe! La terza gara è quella che mi è piaciuta di più perché c’era il vento. Parto un pelino in ritardo ma “giusto”, non ho toccato nessuna boa ma soprattutto sono rimasto nel gruppo. La posizione è la medesima, penultimo. Ero ma sopratutto sono soddisfatto della mia posizione perché ero sciolto, ero con gli altri atri, non ci separavano più numerosi minuti, ma pochi minuti. Disarmo le vele con soddisfazione perché quello che potevo dare l’avevo dato. Meglio di così non potevo fare. Facciamo un briefing e cerco di capire dove ho sbagliato per fare meglio l’indomani.

13/4/14 - Le previsioni del meteo sono peggiori: calma piatta. Come ieri è stata issata l’intelligenza. "Con molta probabilità non si esce” si diceva. Nel momento in cui le speranza erano finite, la bandiera scende. La regata si fa. Si armano le barca di fretta e si esce. Pronti per la partenza, si Parte! Partenza sbagliata e per mia fortuna il vento cessa. Regata Annulata. Eravamo tutti fermi. I Giudici fanno un nuovo campo di regata ci richiamano e ripartiamo. Sta volta mi è andata bene! Parto molto bene sono davanti concludo il mio primo giro alla 6ª posizione, ma quando me ne accorgo mi parte una carica di adrenalina. Ci siamo penso. Sono a metà del mio ultimo giro quando… Il Grillo del Fiocco si stacca! Finisco la gara con 8ª posizione un po’ come se avessi vinto. Già ho perso due posizione ma ero felice perché ho dovuto gestire la barca solo con una vela. Sono molto soddisfatto di me e di quello che ho fatto in questo periodo perché mi ha portato a non farmi andare in panico nel caso in cui qualcosa sarebbe andato storto. Ovviamente se non succedeva era MEGLIO! Nella classifica alla fine sono arrivato penultimo. Disarmiamo le barche e le prepariamo per il viaggio di ritorno.

14/4/14 - Ritorniamo a Lovere con le barche e domani ognuno riprende la quotidianità.A prescindere della mia posizione sono davvero contento di questi giorni perché credo di essere almeno in una piccola parte migliorato. Mi è piaciuto molto il confronto che c’è stato e che ho ancora molto da imparare. Sopratutto sono molto fortunato che ad insegnarmi la Vela ci sia Fabrizio Olmi che oltre ad spiegarmi “come andare” mi stia trasmettendo la passione. Che altro dire. É stata proprio una bella esperienza.